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Storia alternativa, utopistica (ed all'acqua di rose) del Veneto

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𝕷a Repubblica di Venezia non è mai caduta.  Nel 1797 il passaggio dall'aristocrazia alla democrazia è avvenuto pacificamente, nonostante il patto di non aggressione siglato tra Lodovico Manin ed il Bonaparte, alla residenza della famiglia ducale a Maser. Tale stipula prevedeva il leasing gratuito dell'Arsenale e delle sue maestranze per tutta la durata delle campagne napoleoniche. Un contratto "leonino", benchè necessario per non essere fagocitati dall'armata più grande e pericolosa del mondo. A causa dello sforzo bellico lo Stato veneto rischia il default, e viene costretto a cedere i diritti di alcuni porti dello Stato da Mar all'Impero Asburgico e ad estendere alcune ingenti esenzioni sui dazi ai commercianti austriaci. Metà del XIX secolo. Sulle onde nazionalistiche del Risorgimento, le città lombarde dello Stato da Tera scelgono di entrare a far parte del neonato Regno d'Italia; simil sorte subisce la Dalmazia che aderisce alla Federazione Slava.  Do...

Le strane similitudini tra Venezia e la medina di Fes

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𝕬 molti, giustamente, potrebbe sembrare una bestemmia questo titolo. E probabilmente lo é. Premetto un paio di cose. Fes è un pò come "la Padova marocchina", ovvero la capitale culturale di quella determinata area. Quando viaggio, specie in posti come questo, provo a trovare delle correlazioni con le “cose di casa”. Alcune volte le similitudini sono tangibili, altre volte si limitano ad essere semplici vibrazioni che bisogna decifrare: parole, suoni, gesti, odori. La lista é infinita.  Comunque, diverse volte questa futile ricerca improvvisata dà dei buoni risultati! Specie se una delle variabili con la quale risolvere l'equazione é Venezia, che ha influenzato mezzo mondo e le cui mani sono arrivate ovunque. Infatti, ecco qui sotto alcune sorprese che ho trovato in questa caotica ma meravigliosa (forse un pochino losca) chicca nordafricana.  Innanzitutto, non ci sono auto nella medina . Chi visita Fes per la prima volta si sentirà disorientato, il taxi non vi lascerà ma...

Dal Cadore a Venezia

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𝕱 uggendo per un giorno dal tran tran ho riscoperto un pezzo del nostro passato nascosto fra aspre rocce e ripidi ghiaioni ma alla portata di tutti coloro che amano la formula del trekking storico . Mai ci si aspetterebbe di trovare un'opera d'arte - anzi due - a cielo aperto dal 1753 in mezzo ai mughi, alle rocce dolomitiche e al richiamo degli stambecchi. Si trattano di antichi scudi araldici, che si sostanziano nello stemma di Maria Teresa e nel leone alato sorridente con libro aperto, atti a segnalare il confine di Stato ai cadorini - ed ai tirolesi d'allora - ovvero la zona oltre le quale non spingere i propri pascoli onde evitare tafferugli; chiunque si sia mai recato in Tirolo, ma anche nell'entroterra veneto, ha notato l'attaccamento viscerale al proprio pezzo di terra: " questo xe mio " é il leit motiv. Grazie al congresso di Rovereto ed alla posa dei cosiddetti cippi, si può parlare di una faida di confine chiusasi con un lieto fine. Cosa che ...