𝕬 molti, giustamente, potrebbe sembrare una bestemmia questo titolo. E probabilmente lo é. Premetto un paio di cose. Fes è un pò come "la Padova marocchina", ovvero la
capitale culturale di quella determinata area. Quando viaggio, specie in posti come questo, provo a trovare delle correlazioni con le “cose di casa”.
Alcune volte le similitudini sono tangibili, altre volte si limitano ad essere semplici vibrazioni che bisogna decifrare: parole, suoni, gesti, odori. La lista é infinita.
Comunque, diverse volte questa futile ricerca improvvisata dà dei buoni risultati! Specie se una delle variabili con la quale risolvere l'equazione é Venezia, che ha influenzato mezzo mondo e le cui mani sono arrivate ovunque. Infatti, ecco qui sotto alcune sorprese che ho trovato in questa caotica ma meravigliosa (forse un pochino losca) chicca nordafricana.
Innanzitutto, non ci sono auto nella medina. Chi visita Fes per la prima volta si sentirà disorientato, il taxi non vi lascerà mai al vostro riad ma "il più vicino possibile" per poi dover fare affidamento ad un portabagagli. Proprio come quando si arriva a Piazzale Roma, salvo poi non esserci il motoscafo ad attendervi bensì solo il porter service! Non ci sono ponti, ma i continui saliscendi -la città è situata in collina- replicano fedelmente la fatica che fareste a Venezia.
Le strade. La medina è un aggrovigliarsi di “calli”, “sotoporteghi” e “campielli”dove mercatini (bazar) e deliziose botteghe di artigianiato la fanno da padrone. Rappresentano il nerbo della città di Fes: "forneri', "calegheri", "marangoni" e tantissimi altri mestieri antichi da leggere e scoprire in chiave marocchina. A differenza di Venezia, malata terminale di crociere e vittima di frotte di irresponsabili, che ha rinunciato alla propria identità ormai da tempo. E poi "batidori" che no, non ti mandano a Murano a comprare la plafoniera in vetro soffiato, ma alla caratteristica conceria a cielo aperto dove si ricavano i colori anche mediante la cacca di piccione. Comunque perdersi per Fes è facilissimo e, come capita a molti sventurati in visita alla città lagunare, il GPS non funziona. Noi stessi abbiamo girato in tondo per ore salvo cedere a dei bambini assillanti dandogli una mancia per indirizzarci nel verso giusto. Gli elementi architettonici. Forse questa é stata la sorpresa più inaspettata, a testimoniare il fatto che anche le culture più lontane hanno qualcosa da condividere: gobbe e barbacani made in Morocco, che sono forse i più caratteristici elementi architettonici veneziani! Sono sicuro che c'era dell'altro, ma per ora mi sono venute in mente solo queste grazie all'ausilio del cloud...
Vedi di seguito una breve carrellata di foto del viaggio.
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| La calle più stretta della medina, la testa mi ha rimandato a Calle del Furatiol a San Polo |
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| Una gobba marocchina. Celebre quella, a forma ogivale, presente in Rio terà dei 'Sassini |
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| Allusione ai barbacani, senz'altro più rudimentali di quelli fastosi di casa |
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| Lungo sottoportico con travi e porta rossa alla fine, anche questa é cosa già vista nella nostra quotidianità |
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| Uno dei tanti trovarobe di Fes "alta", tradizione che da noi in Veneto è prettamente itinerante |
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| Lanternaio in mezzo al "labirinto" |
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